Piazza Affari sotto pressione, segnali negativi dagli USA: FTSE MIB -1,99%.

*Il FTSE MIB segna -1,99%, il FTSE Italia All-Share -2,02%, il FTSE Italia Mid Cap -2,08%, il FTSE Italia STAR -2,08%.

Mercati azionari europei in forte ribasso dopo il crollo di ieri a New York *causato dai timori di rialzi dei tassi: DAX -2,5%, FTSE 100 -2,1%, CAC 40 -2,6%, IBEX 35 -2,9%.

*Pochi minuti prima dell'apertura di Wall Street i future sugli indici azionari americani evidenziano incertezza: S&P 500 -0,2%, Nasdaq 100 +0,2%, Dow Jones Industrial -0,6%.

Deboli i titoli dei gruppi particolarmente esposti sugli USA* nonostante il recupero del dollaro. Gli operatori temono l'effetto negativo sull'economia a stelle e strisce del probabile rialzo dei tassi da parte della Fed nei prossimi mesi. Forti vendite quindi su CNH Industrial -4,3%, FCA -3%, Ferrari -3,5%, Leonardo -3,4%, Buzzi Unicem -2,6%, STMicroelectronics -3%, Salini Impregilo -6,3%.

*Male i petroliferi *con il greggio in netto ribasso: il future aprile sul Brent segna 66,80 $/barile (minimi da inizio gennaio), il contratto marzo sul WTI segna 63,40 $/barile (minimi dal 22 gennaio). Eni -2,5%, Tenaris -3,1%, Saipem -4,3%, Saras -2,1%.

In rosso i bancari ma il FTSE Italia Banche (-0,7%) perde molto meno del mercato. In verde Banca MPS +1,4%, Bper Banca +0,4%, BP Sondrio +1,7%, e soprattutto Intesa Sanpaolo +1,7% che approfitta dei dati 2017. L'utile netto normalizzato sale del 23% a/a a 3,813 miliardi di euro con un'accelerazione nel quarto trimestre (1,344 miliardi contro gli 0,776 dello stesso periodo del 2016). Il cda ha anche varato il piano 2018-2021: particolarmente apprezzato da analisti e operatori il forte impegno nei confronti degli azionisti: previsti dividendi cash con payout ratio dell' 85% per il 2018, 80% per il 2019, 75% per il 2020 e 70% per il 2021. Il piano prevede anche una semplificazione del modello operativo, con circa 1.100 chiusure ulteriori di filiali, e la fusione di 12 società controllate (tra cui Banca IMI) nella Capogruppo. Balzano in avanti le azioni risparmio (+8,5%) grazie alla conversione obbligatoria in ordinarie sulla base di un rapporto pari a 1,04 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio.