Questo spettacolare dipinto contemporaneo, non è un’opera d’arte del nostro Caravaggio, ma è una fantastica istantanea di sintesi di quello che è stato l’ennesimo inutile incontro tra i grandi della terra.

No oggi non cadrò nel tranello di parlarvi della nave Acquarius e dello squallido traffico di esseri umani messo in piedi dall’Europa per questioni demografiche, l’Europa che illude, che non lascia scampo alla solidarietà…

…immagino che nessuno lo scorso anno ha fatto un simile casino come sta accadendo oggi in Italia, con il supporto dei media di regime, no, oggi vi parlerò purtroppo della guerra commerciale che verrà, un fantasma del passato più volte suggerito dalla storia, ma soprattutto della manipolazione mediatica in atto in questo Paese, sulle fughe di capitale, sui rendimenti dei titoli, sulle interviste al ministro Tria e sulla misteriosa esplosione dello spread avvenuta un paio di martedì fa.

Non mancherà un accenno dovuto, all’ennesima squallida performance dei professionisti delle notti degli Alesini volanti.

Partiamo da qui, da quello che è successo nel fine settimana in Canada…

Trump ha mandato tutto all’aria definendo il padrone di casa, il premier canadese Justin Trudeau, un “debole e disonesto”, aggiungendo di avere dato ordine ai suoi di levare la firma dalla dichiarazione finale dei leader del G7. Con postilla velenosa: “Ora valutiamo dazi sulle auto che invadono il mercato americano”. La minaccia più temuta da Merkel così come da Macron e Conte, i cui paesi importano auto negli States. Più tardi, dalla Casa Bianca, l’accusa più dura al premier canadese: “Trudeau ci ha pugnalato alla schiena”, ha scandito Larry Kudlow, consigliere economico del presidente – Ha tenuto una conferenza stampa per dire che gli Stati Uniti stanno insultando, dice che il Canada deve farsi valere e che il problema, in materia di tariffe, siamo noi.