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I dati in entrata hanno mostrato a gennaio un tasso annualizzato dell'IPC al 6.7% e un -3.1% su base annua per le vendite al dettaglio.

Se non è stagflazione questa...!

Infatti anche se non si fa riferimento ai dati mensili mal aggiustati, è difficile sostenere la tesi di una ripresa economica anche su base annua.

Le vendite al dettaglio nominali a gennaio sono aumentate del 3.0% su base annua, mentre l'IPC è arrivato al 2.1%. Quindi, se i consumatori sono l'essenza della prosperità keynesiana, dove sono?

Certamente il misero aumento dello 0.9% nella spesa reale al dettaglio da gennaio 2017 ci ricorda la loro assenza.

Inutile dire che le tendenze sottostanti non si adattano minimamente alla narrativa mainstream ottimista. Come accennato alcuni giorni fa, la crescita dei salari orari per l'80% della forza lavoro considerata come "dipendenti di produzione e non-supervisori" è cresciuta solo del 2.4% a gennaio, mentre l'IPC è arrivato al 2.1%.

Quindi, con il tasso di risparmio delle famiglie che è ora precipitato a solo il 2.4%, al minimo storico, come si ottiene un boom delle spese per i consumi con una crescita dei salari annui dello 0.3%?

Come fa il nuovo presidente della FED a giustificare l'operato della Yellen (e anche quello di Bernanke), a definirlo uno splendido lavoro nel ripristino della prosperità e della piena occupazione, e che queste politiche devono essere proseguite in futuro?