È iniziata una guerra commerciale. Il presidente Trump ha sparato il primo colpo mettendo in moto una promessa fatta in campagna elettorale, parte della sua impresa nel Make America Great Again. È un duro colpo sferrato contro la Cina.

I retroscena sembrano essere molto più profondi di quanto suggerirebbero i dazi su acciaio e alluminio. Tutto ciò arriva dopo un periodo prolungato di colpi su colpi tra l'America da un lato e Russia e Cina dall'altro. Proseguendo con l'analogia della boxe, la Cina e la Russia hanno incassato i pugni dell'America sulla base del fatto che quest'ultima alla fine si sarebbe stancata. È stato un replay della strategia dope-on-a-rope di Muhammed Ali nel rumble-in-the-jungle, con l'America nei panni di George Foreman.

Tuttavia, negli ultimi giorni, Cina e Russia sembrano aver perso la pazienza con l'America. Invece di lasciare pazientemente che l'America declini dolcemente attraverso i suoi stessi errori, le superpotenze asiatiche stanno accelerando i loro programmi. La Russia sta ignorando le richieste umanitarie dell'Occidente intensificando i suoi piani per porre fine alla missione siriana.

Anche la danza diplomatica in Corea del Nord sembra essere giunta al termine. La soluzione sta diventando ovvia: la Corea del Nord rinuncerà alla sua posizione aggressiva nei confronti dell'America, forse dopo alcuni negoziati per salvare la faccia, in cambio della protezione della Cina. Difficilmente può finire in un altro modo.

Non conosciamo la vera ragione per cui la Cina e la Russia sembrano aver cambiato il loro approccio generalmente paziente nei confronti dell'America. Forse era inevitabile che ad un certo punto le politiche interne dell'amministrazione Trump portassero a questa conclusione. Forse è una svolta nella guerra finanziaria, con i fornitori cinesi di petrolio e materie prime che spingono per una maggiore liquidità di yuan nei mercati finanziari. La Cina ha infine accettato questo fatto fissando una data per il nuovo contratto future sul petrolio denominato in yuan. Ad ogni modo, l'inevitabile è successo: il presidente Trump ha deciso di imporre restrizioni commerciali alla Cina, e le potenze asiatiche stanno accelerando i loro piani imperiali.