In Europa, il dibattito, in attesa delle non elezioni tedesche, sta diventando davvero surreale, si parla sempre più del nulla, confidando su chi ormai da tempo immemorabile ha fallito il suo obiettivo, la Banca centrale europea che da anni rincorre l’unico obiettivo dichiarato l’inflazione, fallendo nel suo compito. In una azienda normale finirebbero tutti sulla strada, licenziati…

Dal superministro dell’Euro alla riforma di Schengen, il piano di Juncker

Definisce il 2016 «annus horribilis» per l’Europa. Perché dal referendum sulla Brexit al «risveglio delle forze populiste», fino alla «incertezza geopolitica legata alle elezioni americane», sono tanti gli eventi che hanno «messo in discussione i valori e le democrazie europee». Ma per Jean-Claude Juncker il peggio è ormai è passato e oggi l’Ue «ha il vento in poppa» per ripartire. Bisogna però «sfruttare il momentum» perché «la finestra di opportunità potrebbe non restare aperta a lungo». Questo il messaggio che il presidente della Commissione europea lancerà domani mattina all’Europarlamento durante l’annuale discorso sullo Stato dell’Unione.

La finestra non potrebbe restare aperta a lungo, a marzo ci sono le elezioni italiane e ieri il Partito Democratico ha dovuto ammettere che non ci sono i numeri per far passare lo Ius Soli, figurarsi il prossimo giro e una finanziaria elettorale.