Una tesi spesso ripetuta è che le scappatoie nel codice fiscale sono "inefficienti". Una tassa più efficiente, dicono gli economisti, è una flat tax che non si possa evadere. Perché? Perché ciò significa che nessuno sprecherà risorse per la pianificazione fiscale e quindi l'evasione fiscale. In altre parole, più risorse saranno utilizzate nella produzione, che è meglio per "l'economia".

Lasciando da parte l'argomento morale ed etico in materia di evasione fiscale, anche l'efficienza è completamente avulsa da questa storia. Ci mostra quanto gli economisti abbiano deviato dalla comprensione di quello che presumibilmente cercano di conoscere: il mercato.

La tesi delle scappatoie inefficienti si basa sul fatto che gli usi apparentemente improduttivi delle risorse siano uno spreco, perché non contribuiscono all'economia globale. Ma questa è una tesi arretrata e, infatti, ha la stessa scarsa validità della tesi contro "l'accumulo" di fondi. E presuppone che le persone (o, più in particolare, le loro risorse di proprietà) siano per l'economia piuttosto che l'economia per le persone.

Sembra comunque intuitivo che le risorse utilizzate per non produrre o acquistare beni/servizi contribuirebbero poco alla macchina economica. Dopo tutto, se qualcuno utilizza una parte del proprio reddito per pagare contabili ed avvocati fiscali per capire come pagare meno tasse, allora questi soldi potrebbero essere utilizzati in modo produttivo per aumentare l'offerta di beni (attraverso investimenti/produzione), o la loro domanda (mediante acquisto e spesa). Invece questi soldi vengono reindirizzati per diventare reddito per quelle persone che torcono i numeri e per creare strutture legali che sfruttano le scappatoie.