Gli effetti del progresso tecnologico sul mercato del lavoro e sull’economia di un paese dipendono anche dalla capacità di reazione delle istituzioni. E in Italia c’è molto da cambiare per favorire una più ampia diffusione dell’intelligenza artificiale.

Una rivoluzione industriale in atto

Gli effetti del progresso tecnologico sul mercato del lavoro e sull’andamento economico di un paese dipendono anche dalla capacità di reazione delle istituzioni. L’intelligenza artificiale è una rivoluzione già in atto, non è più un tema da fantascienza. Ma non tutti i paesi ne sono consapevoli o effettuano gli investimenti necessari per non farsi trovare impreparati (G. Bottone, 2017).

L’intelligenza artificiale è ciò che comunemente viene chiamato “robot”. La sua caratteristica principale è l’imitazione del comportamento e dei processi cognitivi umani, così da rendere autonomo il robot. L’intelligenza artificiale può essere impiegata in vari settori: medico, educativo, industriale, di sicurezza e difesa.

L’International Federation of Robotics (Ifr) ha pubblicato una serie di dati sulla diffusione dei “robot” industriali per settore di attività economica e paese, stimando anche gli sviluppi futuri. Il rapporto Ifr mostra che l’utilizzo dei robot industriali è in crescita. E, secondo lo studio, sono asiatici i paesi dove la densità di robot industriali è più elevata, mentre in Europa si distingue solo la Germania (figura 1).

Figura 1