L'elezione presidenziale del 2016 avrebbe dovuto essere la rottura più dirompente con lo status quo nella storia moderna. Almeno così si pensava...

Vale a dire, il nuovo presidente della FED di Trump, Jerome Powell, equivale a Janet Yellen in pantaloni e cravatta. Il punto principale qui è che i grandi problemi che affliggono la società americana (scarsità di posti di lavoro decenti, crescita del PIL fiacca, produttività declinante, mal distribuzione della ricchezza, indebitamento massiccio, enormi bolle speculative, governo fiscalmente incontinente) sono in gran parte causati dalla nostra banca centrale canaglia. Sono i frutti fetidi della repressione finanziaria prolungata e della falsificazione dei prezzi più importati di tutto il capitalismo: denaro, debito, azioni e altri asset finanziari.

Inoltre la cosa peggiore è che la FED è in gran parte la casa di un politburo non eletto che governa con le idee keynesiane e con il potere ipnotico della sua Grande Bugia. Quest'ultima è così potente che la democrazia americana l'ha appoggiato mitemente e le ha conferito un vasto potere affinché dominasse i mercati finanziari, e quindi un'economia da $19,000 miliardi.

Vale a dire, mai prima nella storia un popolo si è arreso così ad una potenza occupante, anche se il suo governo apparentemente democratico possedeva già tutti i voti e tutte le armi.

Quindi non è esagerato dire che la FED è uno stato a sé stante. Questo è stato fortemente simboleggiato di recente da John Williams, da sempre burocrate presso la FED di San Francisco, il quale è stato nominato capo dell'avamposto di Liberty Street della banca centrale americana, nel cuore di Wall Street.