Negli ultimi cinque anni l'indice S&P 500 ha ballato sulla sua media mobile ascendente a 200 giorni (200-DMA), rimbalzando più in alto ogni volta che gli acquirenti durante i ribassi sono entrati in azione. Solo due volte l'indice è sceso sotto questa apparente linea Maginot: nell'agosto 2015, dopo il crollo delle azioni in Cina, e nel febbraio 2016, quando il settore shale patch/energia è crashato.

Come è evidente di seguito, dal picco di 2873 il 26 gennaio, l'indice è crollato due volte: l'8 febbraio (2581) e il 23 marzo (2588). Entrambe le volte i momo trader ed i robo-trader si sono fatti avanti per sostenere la 200-DMA.

Ma ecco il punto: la linea blu qui sotto non è la linea Maginot; è solo il luogo in cui i cani pavloviani della Finanza delle Bolle hanno "impostato" i grafici. E qualcosa sta iniziando a puzzare.

Infatti si sta iniziando a sentire un odore simile a quello che si sentiva quando in una precedente occasione i cani pavloviani della 200-DMA stavano abbaiando in favore di una sua presunta ascesa infinita, solo per ritrovarsi lanciati in picchiata alla fine.

Ci riferiamo alla corsa quinquennale quasi identica fino al picco di 1508 nel marzo 2000. Anche allora la 200-DMA sembrava invincibile, ed era stata rotta solo dal default russo nell'agosto 1998 e dal crollo di Long Term Capital Management un mese dopo.

Infatti il rimbalzo dell'8 ottobre 1998 da 960 punti fu quasi parabolico, con un aumento del 57% rispetto al picco del marzo 2000.

Quest'ultimo aspetto potrebbe sembrare vagamente familiare, proprio perché il rimbalzo dal minimo provvisorio dell'11 febbraio 2016 (1829) al massimo del 26 gennaio (2873) di quest'anno è stato, beh, del 57%!