L’aumento dello spread ha fatto riesplodere le polemiche sugli acquisti di titoli di stato da parte della Bce. Ma non c’è stato nessun “complotto” a Francoforte. I rendimenti sui titoli italiani sono aumentati a causa dell’incertezza politica in Italia.

Acquisti Bce sotto la lente

Circa tre mesi dopo le elezioni, l’Italia ha finalmente un nuovo governo. Con il ritorno del famigerato “spread” – che ha preceduto l’accordo finale di governo tra Movimento 5 stelle e Lega – si sono riaccese anche le polemiche, in particolare nei confronti della Banca centrale europea. La Bce, stando ai commenti di alcuni esponenti di M5s e Lega riportati anche dal Financial Times, avrebbe infatti contribuito all’aumento dei rendimenti dei titoli italiani attraverso la riduzione degli acquisti nel mese di maggio. Quanto c’è di vero in queste polemiche? Poco o nulla.

Intanto, la Bce ha ridotto gli acquisti di titoli di stato italiani a maggio? Sì, ma non solo di titoli italiani.

La figura 1 mostra che sono diminuiti della stessa percentuale (circa il 9 per cento rispetto al mese precedente) anche gli acquisti dei titoli di stato spagnoli e francesi. Se guardassimo ai titoli portoghesi, olandesi, austriaci, irlandesi, belgi o finlandesi (non inclusi nel grafico), vedremmo esattamente lo stesso calo. Gli acquisti di bond governativi tedeschi sono invece aumentati, rispetto ad aprile.

Figura 1 – Acquisti netti mensili per paese (Pspp)