L’accordo raggiunto al vertice UE prevede la redistribuzione dei richiedenti asilo solo su base volontaria. I numeri aiutano a capire perché l’Italia non è nella posizione di chiedere trasferimenti verso altri stati che già hanno accolto più migranti.

Il vertice sull’accoglienza dei migranti

Dopo il vertice UE sui migranti, la Polonia ha celebrato la vittoria su Twitter: “[…] la UE adotta all’unanimità la posizione di #V4 (paesi di Visegrad) e Polonia: NO agli obblighi di redistribuzione […]”.

Secondo l’accordo, il trasferimento dei richiedenti asilo avverrà solo su base volontaria. Come scrive Bloomberg, non è chiaro perché questo accordo dovrebbe avere più possibilità di essere attuato rispetto ai precedenti tentativi di redistribuzione ma “la promessa di nuovi fondi UE per combattere l’immigrazione illegale potrebbe aiutare a oliare la macchina”.

L’intesa è arrivata dopo un duro scontro tra l’Italia e la Francia. Il presidente francese Emmanuel Macron aveva sostenuto che “l’Italia non sta vivendo una crisi migratoria” e che siamo di fronte a una crisi politica scaturita da “estremisti che giocano sulle paure”. Il ministro Luigi Di Maio aveva risposto che in Italia “l’emergenza immigrazione esiste eccome ed è alimentata anche dalla Francia con i continui respingimenti alla frontiera. Macron sta candidando il suo Paese a diventare il nemico numero uno dell’Italia su questa emergenza”.

È ormai opinione consolidata in Italia che i paesi a nord delle Alpi abbiano protetto i propri confini con i respingimenti, lasciando l’Italia sola nel fronteggiare una grave crisi umanitaria. La realtà dei fatti sembrerebbe molto diversa. Mentre gli italiani concentravano l’attenzione sugli sbarchi sulle coste siciliane, altri paesi – come la Germania, la Francia e la Svezia – hanno accolto molti dei richiedenti asilo arrivati negli ultimi anni non solo dall’Italia, ma anche da Grecia e Turchia (Figura 1).