La prospettiva di tre rialzi dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve nel 2018 mette seriamente a rischio le possibilità di una prosecuzione del bull market dell'azionario.

La Fed minaccia l'azionario?

E' quanto affermato in un'intervista di oggi all'emittente CNBC da Michael Yoshikami, esperto d'investimenti e CEO di Destination Wealth Management, secondo il quale i mercati hanno prezzato allo stato attuale solo due ritocchi del costo del denaro e una normalizzazione più rapida sarebbe "problematica".

Una previsione che tiene conto delle ultime indicazioni giunte da alcuni membri della Federal Open Market Committee, il braccio monetario della banca centrale americana.

Attenti ai falchi

Uno di essi, la presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester, ha dichiarato di considerare appropriati tre o quattro rialzi dei tassi nel corso dei prossimi 12 mesi, e per Yoshikami questa eventualità rappresenta una delle più serie minacce all'ottimismo ancora dominante soprattutto sui tre principali indici americani — il Dow Jones industrial average, l'S&P 500 e il Nasdaq composite — che dopo aver hanno messo in fila ripetuti record storici hanno aperto con un'intonazione positiva anche il 2018.

"E' uno dei fattori che stiamo monitorando con molta attenzione" ha avvertito il gestore, "e che potrebbe produrre una correzione dell'attuale corsa al rialzo degli indici".

Un melt-up del 30% in arrivo?

Una lettura sulle prospettive dell'equity molto diversa da quella fornita sempre oggi da una leggenda degli investimenti, Ben Miller, convinto che l'attuale risalita dei rendimenti obbligazionari potrebbe provocare una nuova spirale rialzista per i mercati.