Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm e del Centro Studi Moneyfarm, spiega che l’attenzione dei mercati è tornata a concentrarsi sullo scenario siriano e mediorientale più in generale. L’effetto più diretto ha riguardato le materie prime. Il petrolio naturalmente vola in fasi di incertezza, da inizio anno ad aprile è salito del 12%. Inoltre, le nuove sanzioni contro società russe hanno determinato un incremento del prezzo di alcuni metalli industriali, per i quali la Russia rappresenta uno dei maggiori produttori mondiali.

L’azionario è tornato positivo nelle principali aree geografiche ad aprile, dopo due mesi segnati da forti ribassi. Degne di nota sono la sottoperformance dei Paesi Emergenti, con Turchia, Russia e Cina che stanno pesando in negativo, e la sovraperformance degli indici Europei rispetto agli indici USA.

Il rialzo dei tassi d’interesse è un altro dei temi caldi di quest’anno - spiega Roberto Rossignoli -. Ci sono due forze che vanno in direzioni opposte: da una parte la volatilità sulle azioni spinge gli investitori verso i bond, abbassando i tassi. Dall’altra le aspettative di inflazione spingono i tassi verso l’alto. In questo contesto, le aspettative di inflazione pian piano stanno tornando a crescere e i mercati azionari positivi rappresentano lo scenario ideale per un rialzo dei tassi. L’area da monitorare con più attenzione resta l’Eurozona, dove i tassi sono ancora ancorati a minimi storici.

Medio Oriente

L’attenzione della stampa e dei mercati nelle ultime settimane è tornata a concentrarsi sullo scenario siriano e mediorientale più in generale.