A Piazza Affari anche la seduta odierna non sta riservando nulla di buono per i titoli del settore bancario che continuano ad essere i più penalizzati dalle vendite.

Un'altra giornata nera per le banche: spread verso 160 punti base

Banco BPM e Bper Banca lasciano sul parterre il 4,9% e il 4,78%, insieme ad Ubi Banca che accusa un ribasso del 4,72%, mentre Unicredit e Intesa Sanpaolo si difendono meglio con un calo rispettivamente del 2,31% e del 2,08%, seguiti da Mediobanca che viaggia in calo dell'1,62%.

A mettere sotto pressione l'intero comparto, oltre alla negativa intonazione del mercato, contribuisce il progressivo allargamento dello spread BTP-Bund che ha raggiunto quota 158 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano si spinge al 2,18%.

Il tutto è da ricondurre alle forti incertezze legate al Governo in fase di formazione, con gli innumerevoli dubbi per le misure contemplate da Lega e Movimento 5 Stelle, destinate ad avere impatti rilevanti sulla tenuta dei conti pubblici italiani.

A rischio il rinnovo della Gacs per gli Npl

Come se non bastasse, ad appesantire ulteriormente il sentiment contribuiscono alcuni rumors secondo cui potrebbe essere a rischio il rinnovo della Gacs, ossia della garanzia pubblica sulle cartolarizzazione dei crediti non performanti, in ascesa il prossimo 6 settembre.
Si starebbe discutendo di una proroga per altri sei mesi da parte della Commissione europea, ma se così non dovesse essere ci sarà una doccia gelata per le banche.

Mediobanca: i bancari sono ancora interessanti

Gli analisti di Mediobanca Securities fanno notare che i titoli del settore bancario hanno perso oltre il 10% dagli ultimi massimi, nonostante le positive indicazioni arrivate dai risultati del primo trimestre che hanno evidenziato per gli istituti di credito del Belpaese una performance migliore rispetto a quella dei competitors europei.