Nel corso della settimana che si conclude oggi sono arrivate importanti indicazioni sullo stato di salute dell'economia europea.

Deludenti gli ultimi dati macro in Europa: focus sull'inflazione

In avvio di ottava è stato diffuso in Germania l'indice IFO che ha evidenziato una discesa maggiore di quella attesa, ma segnali di frenata sono arrivati anche dagli aggiornamenti sulla fiducia dei consumatori nell'area euro e in diversi Paesi della stessa.

Non poca attenzione è stata riservata anche ai dati sull'inflazione che tanto in Francia e in Germania, quanto in Italia, hanno registrato un andamento più debole dei mesi precedenti.

Non più tardi di questa mattina in Europa è stato reso noto il dato preliminare dell'indice dei prezzi al consumo che nel mese di novembre è cresciuto del 2% su base annuale, in frenata rispetto al 2,2% di ottobre e al di sotto del 2,1% messo in conto dal mercato.

La versione "core", depurata cioè delle componenti più volatili quali alimentari ed energia, è salita dell'1% anno su anno, anche in questo caso in calo rispetto all'1,1% del mese precedente, deludendo le aspettative degli analisti che si erano preparati ad un incremento dell'1,3%.

Il dato sull'inflazione smentisce le ultime indicazioni di Draghi

Proprio su quest'ultimo dato si concentra l'attenzione del mercato anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate di recente dal presidente della BCE, Mario Draghi, il quale ha parlato di forti pressioni inflazionistiche al rialzo.

Di fatto l'aggiornamento diffuso oggi smentisce in parte le sue parole e a tal proposito gli analisti di Kbc Bank ricordano che già in passato i dati macro avevano contraddetto la view del banchiere centrale sul calo solo temporaneo del PIL.