Dopo aver trascorso l'intera mattinata in territorio negativo, sulla scia delle indicazioni più aggressive del previsto arrivate dalla Fed, le Borse europee hanno registrato un rapido cambio di sentiment, con una virata al rialzo che le ha portate a chiudere gli scambi in salita, a poca distanza dai massimi intraday. Il Ftse100 si è apprezzato dello 0,81%, ma sono riusciti a fare ancora meglio il Cac40 e il Dax30, con un progresso rispettivamente dell'1,39% e dell'1,68%. In luce verde anche la conclusione di Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 22.486 punti, in salita dell'1,22%.

Il QE scende a 15 mld al mese da ottobre e finisce il 31 dicembre

Il cambio di rotta in Borsa è avvenuto dopo il meeting della BCE che, come da previsioni, ha lasciato invariati i tassi di interesse sul minimo storico. L'Eurotower ha però fatto sapere che il quantitative easing, nell'ambito del quale vengono realizzati acquisti di titoli di Stato per 30 miliardi di euro al mese, sarà ridotto a 15 miliardi di euro a partire dall'1 ottobre, per concludersi a fine dicembre.

Tassi sui livelli attuali almeno fino all'estate 2019: crolla l'euro

Un'altra novità importante è arrivata relativamente ai tassi di interesse, visto che fino ad ora la BCE aveva affermato che non li avrebbe alzati molto a lungo dopo la conclusione del QE, ma oggi ha fornito indicazioni più precise, spiegando che il costo del denaro rimarrà sui livelli attuali almeno fino all'estate del prossimo anno.

L'annuncio ha avuto un effetto immediato e devastante per l'euro che è stato subito bersagliato di vendite nei confronti del dollaro, tanto che negli ultimi minuti viene fotografato a 1,1634, con un ribasso di quasi un punto e mezzo percentuale rispetto al close di ieri.
Un crollo da ricondurre al fatto che fino a questa mattina il mercato scontava all'80% un rialzo dei tassi di interesse entro luglio 2019, mentre ora si parla di una probabilità del 30%.