Gli Usa ancora al centro dell'attenzione. Da un lato le minute della Fed che confermano quanto finora dato per certo e cioè un prossimo rialzo dei tassi a giugno, dall'altro la politica dei dazi voluta dal presidente Usa Donald Trump che potrebbe presto riguardare il settore auto dell'Europa e del Giappone. Poco dopo le 13 la situazione vedeva il Ftse Mib riprendersi dopo il crollo dei giorni scorsi e arrivare ad un saldo positivo dello 0,2% in compagnia del Cac40 a +0,4%, mentre controcorrente, seppur di poco, risultavano essere Londra a -0,14% e il Dax a -0,02%.

Il tweet di Trump

Il condizionale è d'obbligo dal momento che i presupposti sono fondati sull'ennesimo tweet sibillino del presidente Trump, rivolto agli operai delle aziende produttrici di veicoli a stelle e strisce. "Ci sarà presto una grande notizia per gli operai americani del settore auto. Dopo molti decenni in cui avete perso occupazione verso altri Paesi”.

Partendo da quest'ultimo punto i timori per i titoli italiani riguardano Fiat Chrysler Automobiles, Cnh Industrial, Ferrari e Brembo. I possibili dazi non riguarderebbero solo l'importazione di auto ma anche la componentistica e gli autocarri pesanti. Numeri alla mano forniti dal Wall Street Journal, i nuovi dazi riguarderebbero i paesi con cui gli Usa non hanno un accordo e potrebbero arrivare fino al 25%. Una mossa che impensierisce in modo particolare dal momento che Trump la giudica una decisione da prendere per la sicurezza nazionale e quindi, in base alla sezione 232 della legge sulle tariffe (Trade Expansion Act del 1962) rientrerebbe in quei casi in cui il presidente può agire senza l'avallo del Congresso.