Nella cassetta degli attrezzi di ogni investitore ci devono essere sempre degli strumenti pronti all'uso. Non si tratta solo di capitali da investire ma anche di strategie e parametri di valutazione per capire se un'azione è degna o meno di essere acquistata. I suggerimenti di Matthew Cochrane

La strategia

Spesso per valutare un'azione molti guardano agli avvenimenti di mercato con il rischio di prendere in considerazione un lasso di tempo brevissimo e guardare ad un trend estremamente limitato. Un esempio? Con il crollo di Lehamn Brothers e il panico che si era sviluppato immediatamente, la stragrande maggioranza degli investitori decise che era il momento di vendere a qualsiasi costo, compreso quello di una perdita su tutti i fronti. In pochi, allora, ebbero il coraggio di comprare, approfittando, tra le altre cose, anche di un calo spesso ingiustificato, delle azioni, calo dettato a volte da motivi di isteria generale ovvero il cosiddetto effetto domino. Uno di questi, però, era un certo Warren Buffett il quale, in nome di una delle sue regole più famose, decise di essere avido proprio quando tutti avevano paura. E la storia gli ha dato ragione: 5 anni dopo il suo guadagno è stato di 10 miliardi.

Guardare agli avvenimenti di mercato, ricorda Cochrane, non permette di capire se le proiezioni di crescita futura di una società sono già inglobate nel prezzo delle azioni o se in quel frangente sono addirittura sottovalutate. Il pericolo? Farsi distrarre dai rumori di sottofondo senza riuscire, nella nebbia nelle informazioni superflue, a determinare il vero valore intrinseco di un titolo e distinguerlo da quello della quotazione. Due cose spesso ben diverse.