Anche la seduta odierna si è conclusa in calo per la piazza azionaria giapponese che ha continuato a perdere terreno dopo la flessione di ieri. L'indice Nikkei 225 è sceso dello 0,33%, frenato dall'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro che oggi sta provando a risalire la china, con il cambio fotografato a quota 111,62.

La cautela tra gli investitori soprattutto nella prima parte della seduta è stata dettata da un report sulla presunta frenata degli acquisti di Treasuries da parte della Cina, ma tali indicazioni sono state poi smentite dalle autorità di Pechino.

Fiacche le Borse europee che dopo una partenza in positivo non sono riuscite a mantenersi tutte al di sopra della parità. Il Ftse100 ora mostra un frazionale rialzo dello 0,1%, mentre il Cac40 sale dello 0,04% e il Dax30 scende dello 0,12%.
Sul fronte macro è stato diffuso in Europa il dato relativo alla produzione industriale che a novembre ha evidenziato una variazione positiva dell'1%, in deciso rialzo rispetto alla lettura precedente rivista da +0,2% a +0,4% e oltre le previsioni degli analisti che si erano preparati ad un incremento dello 0,8%.
Il mercato guarda ora alle minute della BCE, ossia ai verbali dell'ultima riunione di politica monetaria tenutasi lo scorso 14 dicembre, che saranno diffusi prima del giro di boa.

Si mette in evidenza Piazza Affari che registra la migliore performance in Europa, con il Ftse Mib sui massimi di agosto 2015 a ridosso dei 23.250 punti, con un vantaggio dello 0,45%.

Tra le blue chips spicca STM con un rally di oltre il 3% sulla scia della promozione di Credit Suisse che ha migliorato il giudizio sul titolo da "neutral" ad "outperform", con un prezzo obiettivo alzato da 19,5 a 24,5 euro.