Nicholas Wall, gestore del fondo Old Mutual Absolute Return Bond, Old Mutual Global Investors, ritiene che, dopo molti anni di generosità da parte delle Banche centrali, la loro onnipotenza stia ora svanendo, via via che i fondamentali economici prendono il sopravvento. Anche se il Presidente della BCE, Mario Draghi, ha evidenziato una serie di preoccupazioni riguardo alla volatilità dell’euro, c’è poco che possa fare per contenere l’attuale forza della moneta europea dato che le prospettive di crescita sono così positive, a meno di intraprendere guerre valutarie su larga scala.

Anche i rendimenti dei titoli di Stato europei stanno cercando di rialzarsi dai bassi livelli che hanno raggiunto. Il mercato sta anticipando la fine del quantitative easing, il tasso minimo di rendimento finanziario per gli acquisti addizionali di settembre sembra infatti molto alto al momento: servirebbe un rallentamento della crescita o un calo delle aspettative sull’inflazione, cosa che al momento non sembra all’orizzonte.

L'Europa sta crescendo oltre il proprio potenziale (rispetto alla crescita della popolazione e alla produttività) e la disoccupazione sta diminuendo - spiega Nicholas Wall -. Di conseguenza, ci aspettiamo che l’inflazione aumenti quest’anno e cresca la pressione sulla BCE affinché ponga fine al QE. La curva di Philipps, data la forza lavoro europea più sindacalizzata, potrebbe anche essere meno piatta di quella statunitense – basti guardare alle negoziazioni sui salari in Germania per capire se i lavoratori possono ottenere una percentuale più ampia del reddito nazionale. Nonostante la normalizzazione delle politiche della Banca Centrale sia positiva e rifletta la notevole ripresa vista dalla BCE di Draghi, essa non è priva di rischi.