Mentre tutti guardano con fiducia alla ripresa dell'economia Usa (in primis la Fed), Goldman Sachs lancia l'allarme: cresce la preoccupazione per la spesa federale, i rendimenti in aumento e le necessità di contrarre nuovo debito.

La view di Goldman

In particolare il disavanzo si sta pericolosamente avvicinando ai limiti di quello che viene definito un territorio inesplorato". La riforma fiscale potrebbe dare una spinta al motore ma si tratterebbe, secondo gli esperti, di una spinta di breve durata. Sulla scia di un ambizioso piano infrastrutturale e di una spesa per il budget prevista in aumento Goldman Sachs ha dichiarato in una nota ai clienti che il deficit federale raggiungerà il 5,2% del Pil Usa entro il 2019 e "da quel punto in poi continuerà gradualmente a salire".  

D'altra parte la riforma fiscale è un punto di fondamentale importanza a livello politico: i repubblicani sperano di riuscire a conquistare nuovamente una larga base di voto nella speranza di arrivare alle elezioni di medio termine previste per novembre in modo da non perdere quell'ormai minimo vantaggio al Senato (1 seggio) che permette al partito del presidente Trump di poter avere ancora la maggioranza in entrambi i rami del parlamento. Non solo, ma lo stesso presidente considera la sua riforma fiscale, da più parti criticata, come un grande traguardo raggiunto dopo non poche polemiche e non pochi problemi; approfittando della situazione ma soprattutto per risollevare le sorti della sua popolarità ai minimi storici, l'inquilino della Casa Bianca ha anche annunciato il tanto atteso piano degli investimenti nelle infrastrutture, un settore che lo stesso Trump ha definito fatiscente.