Sarà una coincidenza, ma l'amministratore delegato di Intel, Brian Krzanich ha venduto l'equivalente di oltre 39 milioni di dollari di azioni Intel poco prima che venisse reso noto il bug nei sistemi di protezione dei microprocessori. Il sospetto si fa pesante nel momento in cui si viene a scoprire che è stata fatta una modifica sulle norme che regolavano il trading di azioni per i manager. E il calendario non fa che avvalorare l'ipotesi: il 30 ottobre la modifica delle regole, il 29 novembre la vendita delle azioni (ad eccezione delle 250mila che per obbligo di legge devono essere in mano al rappresentante della società), ieri, 4 gennaio, la pubblicazione della scoperta da parte di Google Project Zero, della falla.

Gli altri nomi coinvolti

Ma non è solo Intel a dover fare i conti con il problema. Anche Arm e Amd sono state coinvolte, mentre da Cupertino, dopo 24 ore di silenzio assordante, arrivano conferme di una problematica che colpisce “tutti i dispositivi Mac e iOs", ma "non è possibile sapere quale impatto causi sugli utenti". Tecnicamente, fa sapere Apple, gli ultimi aggiornamenti del sistema operativo per Mac, Apple Tv, iPhone e iPad, sono già protetti da una delle due spie più temute, “Meltdown”, (su cui è vulnerabile per lo più Intel); la qual cosa, però non avviene con “Spectre” contro il quale i dispositivi restano pericolosamente esposti, al momento, anche i processori Arm e Amd. Intanto la Mela è al lavoro per il rilascio, a breve, di un aggiornamento del browser Safari