Fa un ragionamento a tutto campo sull'Europa e sulla sua ritrovata forza dopo gli anni della crisi finanziaria e lo strappo della Brexit, ma trova spazio soprattutto per ringraziare l'Italia, cui va, dice, il dovuto tributo per aver salvato i valori dell'Europa sul tema delle migrazioni.

Nel tradizionale discorso sullo Stato dell'Unione, pronunciato in sessione plenaria davanti al Parlamento europeo, il Presidente della Commisione ha usato parole di elogio per il ruolo dei governi italiani sul tema dell'accoglienza, spiegando di aver lavorato per tutta l'estate fianco a fianco con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni per far rientrare l'emergenza in Libia e che l'Ue continuerà a offrire  il suo sostegno operativo e finanziario a Roma, che "sta salvando l'onore dell'Europa nel Mediterraneo". 

Basta con l'emergenza

Per Juncker, sono "scandalose"le condizioni di accoglienza in Libia", e l'Unione Europea ha su questo terreno una "responsabilità comune". L'Europa "non è una fortezza," dice, ma "è e resterà il continente della solidarietà per quelli che hanno bisogno di un rifugio".

Per questo, annuncia che a fine mese la Commissione europea farà una serie di proposte su "rimpatri, solidarietà verso l'Africa e apertura di vie legali", spiegando sul primo punto che solo intensificando gli sforzi per rimpatriare chi non diritto di restare in Ue si potranno portare avanti politiche di solidarietà verso "i profughi che hanno veramente bisogno".

Sulla necessità di rafforzare le politiche di sostegno all'Africa, invece, dice che i governi dei Paesi membri dovranno mettere mano al portafoglio. "Mentre la Commissione Ue si è caricata tutto il peso" degli esborsi per gli aiuti, dice, "gli sforzi dei Paesi tutti assieme" si è rivelato inadeguato, e il fondo fiduciario per l'Africa deve adesso essere rafforzato prima che si esaurisca.