L'Europa ricomincia a marciare

Juncker aveva cominciato il suo discorso sottolineando il miglioramento delle condizioni economiche del Vecchio Continente. "Un anno fa non eravamo in un buono stato", ricorda, ma adesso l'Unione ha "il vento nelle vele", e bisogna usare la "finestra di opportunità" concessa dalla ripresa "per completare l'agenda europea", approfittando del fatto che "dieci anni dopo che la crisi ha colpito, l'economia europea rimbalza", e al quinto anno di crescita economica ininterrotta l'Europa è ora vicina ai livelli di crescita degli USA.

Il Presidente della Commissione è poi tornato sul tema del commercio internazionale, rispetto al quale, sostiene, l'Europa tiene "le porte aperte" ma chiede reciprocità: "ogni miliardo di euro di esportazioni in più equivale a 14mila posti di lavoro in più", ma non si possono considerare gli europei "difensori ingenui del libero commercio".

Il riferimento è alla questione degli investimenti stranieri nei settori strategici, tornata d'attualità nell'ultimo periodo, e Juncker cita esempi di acquisizioni di "un porto strategico, di una società energetica o di una delle società strategiche per la difesa", che potranno essere fatti "solo con un dibattito trasparente".

Clima, cybersicurezza, vaccini

Spazio poi nel discorso anche per lotta al cambiamento climatico, con l'annuncio che la Commissione presenterà una proposta di riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti ("sono scioccato", ha detto, "che i nostri consumatori siano stati ingannati. I costruttori investano sulle auto pulite che sono quelle del domani"), cyber crimine ("L'Ue è male attrezzata contro i cyber-attacchi" che hanno fatto sentire i loro effetti lo scorso anno su circa "l'80% delle aziende europee") e sistema sanitario, tema sul quale torna a parlare di Italia: non è accettabile, dice, che nell'Ue muoiano ancora dei bambini per malattie curabili, e in Romania e in Italia deve dunque essere favorito senza tentennamenti l'accesso alle vaccinazioni.