Il mercato italiano degli NPL raggiungerà nel 2018 almeno €70 miliardi di transazioni. Le ultime cessioni di NPL e le recenti modifiche normative confermano che l’atteggiamento generale è quello di ridurre il peso di crediti deteriorati e ripristinare migliori livelli di performance nelle banche italiane.

In aggiunta ai circa €37 miliardi di operazioni già concluse nel 2018, dal 1° gennaio, il mercato ha già annunciato ulteriori operazioni pari a circa €28 miliardi, comprese diverse operazioni di cartolarizzazione con GACS (sostenuti dalle garanzie del Governo italiano sulle senior notes) e cessioni di portafogli UtP. Queste transazioni si prevede alimenteranno anche il mercato secondario NPL.

Le esposizioni UtP hanno raggiunto i €94 miliardi lordi (€117 miliardi nel 2016). Il tema è di fondamentale importanza per le banche. Il 2017 ha mostrato limitati movimenti in termini di iniziative industriali e di operazioni straordinarie di cessione di UtP. Le banche italiane dovranno necessariamente strutturare al meglio la gestione industriale degli UtP e attuare piani di smaltimento efficaci.

I primi mesi del 2018 hanno visto un aumento significativo delle coperture degli NPE all'interno delle banche italiane, anche a seguito dell’applicazione dell'IFRS9. Infatti a seguito dell'adozione di tale principio contabile il coverage medio degli NPE delle prime dieci banche italiane, a marzo 2018, è arrivato a 59%, dal 54% di dicembre 2017.

Le operazioni straordinarie sulle piattaforme di gestione degli NPL hanno caratterizzato il mercato contribuendo ad una fase di consolidamento del settore del servicing. Alcuni big player hanno acquisito sia piattaforme captive di banche (e.g. l’operazione tra Intesa Sanpaolo ed Intrum e quella tra Carige e Credito Fondiario) che quelle di servicer indipendenti (e.g. CAF acquisita da Intrum e FBS acquisita da Banca IFIS).