Jamie Dimon , presidente e amministratore delegato di JP Morgan Chase è tra gli esperti di finanza più ottimisti per quanto riguarda il futuro dell'economia Usa, vista come nel pieno di una sua espansione da record storico. Ma contemporaneamente sottolinea come quella che stiamo vivendo sia una fase estremamente rischiosa.

Le preoccupazioni di Dimon

Alla base della sua preoccupazione restano due grandi punti interrogativi rappresentati dalle schermaglie commerciali tra Usa e Cina, schermaglie che se dovessero degenerare un un'escalation provocherebbero gravissimi danni tanto da cancellare i vantaggi registrati grazie alla riforma fiscale, e, al secondo posto il cambio di rotta delle politiche di accomodamento finanziario da parte di tutte le banche centrali. Partendo da quest'ultimo, è bene ricordare che il Quantitative Easing, nato all'indomani della crisi economica del 2008 ha accompagnato, e spesso addirittura plasmato, i mercati internazionali. La prima ad adottarlo è stata la Federal Reservecon il taglio dei tassi (arrivati ai minimi storici) e l'acquisto di bond, passando poi per un'altra grande protagonista, la Bank of Japan la quale, dovendo portare fuori dalla stasi produttiva ultra decennale registrata da Tokyo, aveva dato vita alla più vasta operazione di allargamento della base monetaria. Ultima in ordine di tempo ad adottare misure di stimolo fu a suo tempo la Bce che, reduce dalla tempesta che aveva coinvolto l'euro e alle prese con le prime crisi del caso Grecia, decise con l'ormai celeberrima frase “whatever it takes” di Mario Draghi, numero uno dell'istituto di Francoforte, di entrare anche lei nel giro; un giro dal quale si sta preparando ad uscire.