Non accenna a fermarsi l'ondata ribassista che sta investendo le Borse europee, anche oggi alle prese con nuove vendite. Si sono mossi sostanzialmente di pari passo il Ftse100 e il Cac40, in calo rispettivamente dell'1,46% e dell'1,48%, seguiti dal Dax30 che si è difeso meglio con una flessione più contenuta dello 0,76%.

A pagare il conto più salato è stata Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 22.821 punti, in ribasso dell'1,64%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo  23.104 e un minimo a 22.817 punti.
L'indice ha avviato gli scambi già in calo e dopo aver violato la soglia dei 23.000 punti è sceso a mettere sotto pressione anche l'area dei 22.800, riportandosi su valori di prezzi che si era lasciato alle spalle nella seduta dell'8 gennaio scorso.

Il Ftse Mib resta sotto pressione: i prossimi step al ribasso

L'assenza di una reazione da parte del Ftse Mib dopo i cali delle ultime sedute lascia pensare che la spinta ribassista non sia ancora esaurita. Certo non sarà da escludere un tentativo di rimbalzo vista la discesa piuttosto corposa delle ultime giornate, ma al momento la porta resta aperta ad ulteriori evoluzioni negative nel breve.

Conferme in questa direzione arriveranno da un abbandono di area 22.800/22.740, preludio ad un test dei 22.500 punti in primis, sotto cui la discesa proseguirà in direzione dei 22.200/22.000 punti, in corrispondenza dei quali sarà lecito attendersi una reazione e un ritorno in campo degli acquirenti.
Eventuali recuperi dai liveli appena raggiunti potrebbero condurre in primis in area 23.000 e successivamente alla chiusura del gap-down lasciato aperto oggi a ridosso dei 23.200 punti.