Il PIL del Giappone è rimbalzato a +0,5% t/t nel secondo trimestre dal -0,2% t/t dei primi tre mesi dell’anno. Questo dato secondo Piya Sachdeva, Economist di Schroders è un dato incoraggiante in un quadro di indebolimento dell’outlook del commercio globale.

In particolare, l’esperta spiega che “la crescita è stata guidata dalla solida domanda domestica, riconducibile a sua volta a consumi e investimenti. I consumi sono cresciuti dello 0,7% t/t, recuperando la contrazione del primo trimestre, dovuta a un’impennata dell’inflazione. Gli investimenti privati non residenziali sono stati particolarmente solidi, crescendo dell’1,3% su base trimestrale. All’opposto, le esportazioni nette hanno frenato la crescita reale del Pil nipponico di 0,1 punti percentuali”.

Il deflatore del Pil, una misura dell’inflazione, ha decelerato allo 0,1% a/a nel secondo trimestre dallo 0,5% a/a del primo, facendo eco all’inflazione debole dello stesso periodo. Fondamentalmente – precisa Sachdeva – è proprio la debolezza dell’inflazione a rappresentare il problema principale per la Bank of Japan (BoJ) e questo dato positivo sulla crescita giapponese non dovrebbe apportare modifiche al percorso di politica monetaria. La conferma della forward guidance nell’ultimo meeting indica che la BoJ proseguirà l’allentamento monetario, anche se le iniziative volte a permettere al rendimento dei titoli governativi decennali di salire di altri 10 punti base segnalano una forte riluttanza verso ulteriori accomodamenti monetari.