5 giorni e tre meeting di banche centrali, una concentrazione interessante soprattutto se si pensa che da queste riunioni dovrà nascere la nuova politica monetaria che governerà i mercati nel difficile momento del passaggio dagli ormai decennali piani di stimolo monetari, ad un processo, altrettanto orchestrato come il primo, che riporti verso la normalizzazione dei bilanci e soprattutto dei tassi di interesse.

Bce

Tra domani e venerdì si avvicenderanno Fed, Bce e Boj con la prima che, stando alle proiezioni, dovrebbe dare il via al secondo rialzo dei tassi del 2018, sarà quindi la vola, il 14 giugno, della Banca centrale europea la quale, sebbene con ogni probabilità non dovrebbe fare nulla, darà indicazioni per le sue future strategie sulla riduzione del quantitative easing mentre la fine della settimana vedrà l'ultimo appuntamento con la Banca Centrale giapponese. In questa girandola di eventi Bank of America Merrill Lynch concentra le sue attenzione in primo luogo verso la Bce e soprattutto verso al reazione, a suo modo troppo forte, dei mercati di fronte alla sola notizia che l'inizio di un eventuale QE sarà preso in esame durante la riunione. In realtà Francoforte, stando al report dell'istituto statunitense, avrebbe tutte le ragioni per iniziare a cercare di capire come muoversi a cominciare dalla fine del programma di acquisto titoli. Estendere questo fino al 2019 non sembra nelle corde, anche perché potrebbe non essere più necessario un sostegno del genere, ancora di più se si pensa che per motivi tecnici sarà necessario chiuderlo entro la fine dell'anno.