Ci aspetta una seconda metà dell’anno difficile secondo le previsioni di Goldman Sachs ma qualche speranza potrebbe arrivare da alcuni titoli. L’aumento delle tensioni commerciali e un dollaro sempre più caro a causa delle strette d parte della Federal Reserve sui tassi di interesse rischiano di appesantire le prospettive di guadagno degli investitori per i prossimi mesi. 

La view di Goldman Sachs

David Kostin, capo stratega di Goldman Sachs osserva anche che il rendimento del Tesoro decennale potrebbe salire al 3,25% entro la fine dell’anno. Cosa significa questo? Che molte società che finora hanno contratto debiti approfittando dei tassi ai minimi storici potrebbero trovarsi in difficoltà nel ripagarli oppure evitare di contrarne altri con la conseguenza di avere a disposizione meno capitale da investire in strategie di sviluppo e crescita. Molte ma non tutte: Kostin, infatti, sottolinea che alcuni grandi nomi tra i quali Facebook, NVIDIA, Chipotle Mexican Grill e Intuitive Surgical avrebbero tutte le carte in regola non solo per riuscire ad affrontare le maggiori spese di indebitamento ma anche per reggere al colpo dell’aumentata volatilità, colpo che nella seconda metà dell’anno dovrebbe abbattersi sui mercati. Una piccola conferma si avrebbe dal fatto che tutti questi titoli hanno sovraperformato l’indice di riferimento di almeno 10 punti percentuali. 

Usa stretti tra Utili e Dazi

La situazione economica in generale vede un equilibrio alternato; da un lato c’è l’entusiasmo per i dati macro che fino a qualche tempo fa sono stati particolarmente interessanti, in primis il Prodotto interno lordo (recentemente rivisto però al ribasso) e i numeri della disoccupazione (a loro volta al centro di alcune perplessità circa la base di calcolo sulla partecipazione alla forza lavoro) a loro volta uniti alla solida crescita degli utili. Dall’altro permangono le preoccupazioni per l'imminente guerra commerciale tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner, guerra che inizialmente era rivolta solo alla Cina e ad alcune altre nazioni marginali per l’economia globale, ma che adesso si sta espandendo al resto dello scenario internazionale, coinvolgendo persino la mite avanguardia diplomatica europea. Tutto questo crea le premesse per un secondo semestre particolarmente difficile, ancora di più se si pensa che le ultime tariffe imposte da Washington riguardano il settore auto per $ 275 miliardi e altre destinate a importazioni cinesi del valore di $ 400 miliardi. I primi risultati si sono visti direttamente sugli indici azionari a stelle e strisce: -1,8% nei primi sei mesi dell’anno sul Dow Jones. Meglio l’andamento del Nasdaq con un +8,8% e dell’S&P500 con un +1,7%. Il tutto mentre i rendimenti del Tesoro USA a 10 anni sono aumentati di 44 punti base a/a arrivando a quota 2,85% con previsioni che per Goldman Sachs potrebbero toccare il 3,25% entro la fine del 2018. Questo perchè di fronte alle prospettive di altre due strette per il 2018, Goldman anticipa la possibilità di ulteriori incrementi da parte della Fed, incrementi che potrebbero  arrivare a 6 in totale entro il 2019 contro i 3 inizialmente pronosticati.