La correzione cui abbiamo assistito nelle scorse sedute era solo un "antipasto" di quanto arriverà quest'anno.

La view di Morgan Stanley

Ad affermarlo è Andrew Sheets, capo stratega del cross-asset di Morgan Stanley. All'inizio del mese di febbraio (per la precisione l'8), infatti, i mercati statunitensi sono stati protagonisti di un calo che li ha portati a perdere il 10% rispetto ai massimi toccati il 26 gennaio.

Sheets è categorico: dopo il primo trimestre di quest'ano le cose si complicheranno. Stando ai modelli studiati dall'esperto, infatti, i mercati si troverebbero nell'ultima face di un ciclo che potrebbe presto invertire la rotta; i primi indizi si trovano nel fatto che in contemporanea stanno aumentando sia l'inflazione che le quotazioni delle materie prime con conseguente aumento della volatilità, sullo sfondo di un inasprimento delle politiche economiche da parte delle banche centrali. Ad aumentare è anche il rendimento dei titoli a 10 anni (la settimana scorsa ha toccato il record da 4 anni a questa parte) così come anche quello del biennale ai massimi dal 2008.

Guardando alla stagione degli utili finora i risultati riportati hanno battuto le stime del 5% (in media) negli Stati Uniti ma, continua Sheets. “dopo il primo trimestre, i mercati dovranno digerire l'inflazione di fondo e il calo degli indici e, molto probabilmente, la revisioni degli utili."

Chi concorda?

A dichiarare i suoi dubbi sulle prossime settimane è anche Chris Watlingm, amministratore delegato della società di consulenza finanziaria Longview Economics. Stando alle sue dichiarazioni, il recente forte calo e la volatilità dei mercati azionari globali non sono ancora finiti dal momento che i modelli di mercato mostrano una "terza ondata" della correzione in arrivo.