È di cruciale importanza, quando si investe in questo segmento, evitare di seguire il gregge e cercare invece di individuare le migliori opportunità future.

Per quegli investitori che sono relativamente nuovi all’universo dei private asset, un’altra lezione importante è mirare alla diversificazione del portafoglio, sia in senso tradizionale (settore, regione), sia dal punto di vista del “vintage year”. Quest’ultimo rappresenta una caratteristica propria dei fondi chiusi in cui gli investimenti vengono inclusi nel portafoglio in momenti diversi del ciclo. Questo aiuta a combinare investimenti che sono già positivi a livello di cash flow con un fondo che si trova nella fase di lancio. Gli investimenti in una più avanzata fase del ciclo di investimento tendono anche ad essere più stabili.

All’interno del private equity ci sono alcune aree che hanno attratto grandi quantità di capitale e altre in cui la crescita non è quasi mai cambiata. Per esempio, grandi capitali sono confluiti in fondi di buyout large e mega e in venture capital in fasi avanzate, mentre i fondi di buyout piccoli e medi e i venture capital in fasi iniziali hanno visto molti meno cambiamenti a livello di capitali negli ultimi 20 anni.

Il tempo è dalla parte degli investitori

La pazienza e l’attenzione ai dettagli sono spesso sottovalutati nella corsa agli investimenti, ma grazie ai mandati più lunghi nel segmento dei private asset, gli investitori possono permettersi di scavare più a fondo in nuove opportunità.

Gli investitori vogliono investire molto denaro e di conseguenza sono alla ricerca di grandi opportunità - spiega Tim Boole -. Tuttavia, chi decide di collaborare con investitori specializzati in buyout più piccoli o in venture capital potenzialmente potrebbe avere rendimenti più attraenti. Ciò a causa del fatto che il divario tra le valutazioni dei buyout più grandi e di quelli più piccoli non è mai stato così ampio.