Inoltre, la PBOC annuncia lo "straordinario successo" del giro di vite contro Bitcoin e simili rivelando che il tasso di utilizzo dello yuan cinese per la compravendita di criptovaluta è crollato dal 90% del periodo precedente le restrizioni a meno dell'1%. 

La "febbre" del bitcoin è del tutto passata?

Altro fattore che a giudizio di diversi esperti di settore sta incidendo sui prezzi è l'inarrestabile declino di interesse degli operatori rispetto alle currencies digitali dopo il boom della fine dello scorso anno.

Il portale CCN.com ha calcolato oggi, prevedendo anche su questa base un prossimo scivolamento delle quotazioni sotto i 6.000 dollari, che i volumi di scambio del bitcoin sono calati questa settimana a 3,9 miliardi, aggravando un bilancio già peggiorato il mese scorso: Bloomberg aveva già ricordato stamane che a giugno i volumi di scambio sono scesi ai livelli più bassi dell'ultimo anno (dati dell'exchange Bitstamp), e questo mentre precipitano anche le ricerche sul web e i riferimenti sui social media a termini come "bitcoin" e "criptovalute": su Twitter, le menzioni quotidiane di BTC sono calate da oltre 150 mila a 30 mila da dicembre ad oggi.

Bitcoin: un tris di economisti "contro"

Infine, è da segnalare che hanno probabilmente contribuito a deteriorare il sentiment del mercato nelle ultime 24 ore i giudizi poco incoraggianti sul futuro delle criptovalute forniti ieri da tre dei più rispettati economisti al mondo: il premio Nobel Joseph Stiglitz, l'ex FMI Ken Rogoff e il francese Nouriel Roubini.