Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm, spiegano che dopo i tumulti sui mercati azionari alla fine dello scorso anno, le valutazioni sono scese e l’attenzione degli investitori è tornata a concentrarsi sui fondamentali. Negli Stati Uniti, ormai, la quasi totalità delle società ha riportato i risultati relativi al quarto trimestre del 2018, e come da attese, i numeri lasciano trasparire un quadro più debole rispetto alle stagioni passate, ma forse meno disastroso di quanto ci si potesse aspettare.

Quando si valutano le stagioni degli utili bisogna analizzare prevalentemente i dati relativi ai ricavi (fatturato) e utili aziendali. Per entrambi si guarda sia alla crescita rispetto all’anno passato, sia alla sorpresa rispetto alle attese. Per quanto riguarda la crescita degli utili negli Stati Uniti, seppur solida attorno al 13%, se confermata, sarebbe al di sotto del 20% per la prima volta da fine 2017. Per quanto riguarda la sorpresa, la percentuale di aziende che stanno superando le attese e la conseguente sorpresa positiva a livello di utili sono più basse della media degli ultimi 5 anni. Lo stesso vale per la sorpresa a livello di ricavi.

Per l’Europa possiamo notare risultati simili, con una sorpresa al di sotto della storia recente e una crescita che va ad affievolirsi.

Era inevitabile che l’indebolimento del contesto macroeconomico internazionale si riflettesse sui risultati societari, che verranno anche influenzati dall’esaurirsi del beneficio fiscale della riforma Trump, dopo la quale attendiamo una normalizzazione dei tassi di crescita che convergeranno verso le medie storiche.