Mercati fin troppo felici dell'accordo raggiunto in Germania per la creazione di un governo di larghe intese, tra il partito CDU della cancelliera tedesca Angela Merkel e i socialdemocratici guidati da Martin Schulz, che metterebbe perciò fine alla stasi politica nata all'indomani delle elezioni del 24 settembre. Il primo ad avvantaggiarsi della ritrovata sintonia (ancora da verificare, però,) è l'euro che arriva a $1,2136, livello mai toccato dalla fine del 2014.

Wal Mart: aumento di stipendio 

Intanto dall'altro lato dell'oceano arrivano i primi effetti della riforma fiscale voluta dal presidente Usa Donald Trump, approvata nemmeno un mese fa e che prevede, tra le altre cose, il taglio delle aliquote dal 35% al 21%.

Il primo in ordine di tempo ad avvertire i primi benefici è stato WalMart, il colosso della vendita al dettaglio con oltre 2,2 milioni di dipendenti. Doug McMillon, presidente e ceo di Walmart ha confermato l'aumento del salario minimo ai dipendenti a cominciare dal 17 febbraio facendolo passare da 10 dollari (il minimo in fase di ingresso del dipendente è di 9 dollari) a 11 dollari l'ora: per legge il salario minimo è fermo a 7,25 dollari all'ora dal 2009 ma molti stati, così come alcune società, hanno deciso autonomamente di aumentarlo, inoltre secondo i dati del dipartimento del Lavoro americano, il settore retail ha registrato un salario medio orario di 15,51 dollari a dicembre. Il provvedimento deciso da Wal Mart, che riguarderà in realtà il milione e 500mila dipendenti su suolo Usa, comprende anche un bonus una tantum che, a seconda dei requisiti, va da 200 a 1.000 dollari e una serie di incrementi sui permessi di maternità che saranno portati a 10 settimane mentre verrà previsto un congedo di paternità di 6 settimane. La decisione rientra nel più vasto piano strategico per riuscire a tenere il passo con Amazon nella ormai lunga lotta dell'ecommerce: nel 2016 Wal Mart ha chiuso i conti con 500 miliardi di dollari di fatturato a livello globale. Ma la volontà dei vertici di adottare nuove misure per i propri dipendenti va a contrastare con quanto deciso sul piano del taglio dei costi; in particolare i provvedimenti hanno riguardato la chiusura di 63 punti vendita della catena Sam's Club, distribuita in tutti gli Stati Uniti i cui dipendenti, però, non sono stati avvisati scoprendo il tutto dopo essersi recati al lavoro.