Andrew Harmstone, Senior Portfolio Manager del Global Multi-Asset team e Head of Global Balanced Risk Control (GBaR) strategy di Morgan Stanley Investment Management, spiega che se negli ultimi mesi i mercati finanziari sono stati nervosi, gli stimoli fiscali potrebbero far ripartire l’economia internazionale in diverse regioni, riducendo il rischio di recessione nel breve periodo; potremmo assistere a una ripresa ciclica dell’investimento in infrastrutture nella seconda metà del 2019, che continuerà nel 2020.

Cina: si ricomincia a costruire

L’obiettivo di lungo termine della Cina, che consiste nel ridurre l’indebitamento e migliorare le efficienze delle industrie, ha determinato il rallentamento dell’economia e l’aumento della disoccupazione - spiega Andrew Harmstone -. La situazione è stata esacerbata dalle tensioni commerciali con gli USA, che hanno portato ad alcuni segni di instabilità sociale. Per dare una sferzata all’economia, la Cina sta avviando un duplice programma di incentivi fiscali concentrato su tagli fiscali e su progetti infrastrutturali locali finanziati con il debito statale. Questo rispecchia anche il forte impegno per la stabilizzazione dell’economia nel breve periodo.

Stati Uniti: trovare accordi con il supporto bipartisan per le infrastrutture?

In seguito a decenni di incuria, le infrastrutture statunitensi hanno un disperato bisogno di rinnovamento – non a caso, nel 2017, hanno infatti ottenuto una valutazione D+ dall’American Society of Civil Engineers. Malgrado un Congresso nettamente spaccato, un argomento in cui sembra plausibile un accordo bipartisan è proprio la spesa per infrastrutture.