Se le vendite si sono concentrate sulla Borsa italiana vuol dire che Salvini e Di Maio sono sulla strada giusta. Ciò che tutti noi dovremmo temere è che anche loro si pieghino ai voleri dell’Unione europea e della Bce.

E’ chiaro a tutti che il problema dell’Italia si chiama euro e prima verrà smantellata quella stupida moneta, prima ci toglieremo dai guai nei quali qualcuno ci ha inopinatamente messo.

I mercati ovviamente reagiscono in maniera sconsiderata, ma l’importante è non perdere la bussola, siate estremamente prudenti e non fatevi intimorire.

Le principali Piazze borsistiche del Vecchio Continente hanno terminato la seduta poco sopra la linea della parità, Parigi (+0,3%), Francoforte (+0,2%) e Londra (+0,1%) hanno volto lo sguardo al di là dell’Atlantico, non verso il Mediterraneo.

Da segnalare, però, che nei minuti precedenti la chiusura delle Borse europee si sono scaricate forti vendite su New York, un segnale che va tenuto in debita considerazione.

Dopo le “anticipazioni” sul contratto di Governo a Piazza Affari la cosiddetta “speculazione” si è scatenata colpendo in particolare i titoli del comparto bancario, questo il bilancio alla chiusura: Banco BPM (-5,37%), Unicredit (-4,72%), Mediobanca (-4,00%), Ubi Banca (-3,27%), Bper Banca (-2,93%) ed Intesa Sanpaolo (-2,45%).

Le vendite hanno tuttavia colpito quasi tutti i comparti, male il risparmio gestito con Finecobank (-5,47%) che veste la maglia nera di giornata, in forte calo anche i media con Mediaset (-5,28%) e Telecom Italia (-4,09%) che subiscono storni eclatanti.