Chiusura di ottava in affanno a Piazza Affari per Tim, che non sfugge all'ondata di vendite abbattutasi sul Ftse Mib (-2,33%) in scia alle preoccupazioni per il crollo della lira turca e alla risalita dello spread. 

Il titolo dell'ex monopolista, già reduce da due sedute consecutive archiviate in rosso, appesantisce quest'oggi il bilancio negativo della settimana arretrando alle 15.30 a quota 0,6166 euro, in calo del 2,06% rispetto alla chiusura della vigilia e con circa 34 milioni di azioni transitate sul mercato, ancora a grande distanza dai volumi medi di scambio degli ultimi tre mesi e pari a circa 100,7 milioni di azioni. 

Telecom sotto la lente di Equita 

Nel frattempo, Telecom ha richiamato stamane l'attenzione degli analisti dopo le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che è tornato a parlare ieri delle ipotesi di creazione di una rete unica.

In una nota di oggi, Equita scrive che, a giudicare dalle parole dell'esponente del M5S, l'esecutivo giallo-verde sembra mirare ad avere una rete unica separata da TIM e controllata dallo Stato, nel caso in cui tale rete dovesse essere effettivamente ritenuta strategica.

Le parole di Di Maio sul dossier rete

"Il governo", segnala la sim milanese, "sembrerebbe intenzionato a riprendere il dossier sulla rete, supportando un progetto di convergenza tra la rete TIM e Open Fiber, ma volendo valutare con attenzione gli asset che TIM conferirebbe alla rete unica, per la preoccupazione che la parte di rete rappresentata dal collegamento in rame (in prevalenza oggi dal cabinet alla casa del cliente) sia un asset non più strategico."