Potrebbe essere l'inizio di una lunga serie di operazioni nel settore media. Il colosso delle telecomunicazioni AT&T è riuscito ad avere il via libera da parte dei giudici per la sua fusione con Time Warner, una decisione che arriva da parte dei giudici, nello specifico dal giudice federale Richard J. Leon, come sentenza per l'appello chiesto da AT&T contro il tentativo del governo di frenare l'acquisto, visto come un pericolo per la libera concorrenza, opinione che a suo tempo (durante la campagna elettorale) condivise anche l'allora candidato repubblicano Donald Trump. Il motivo era la forza economica e comerciale degli attori in causa: AT&T occupa il primo posto tra gli operatori via cavo e il secondo nella telefonia mobile Usa mentre Time Warner oltre a reti satellitari, possiede i Warner Film Studios e la Cnn.

I particolari

Il pericolo di “fare cartello” che il giudice non ha intravisto, permettendo perciò l'intera operazione il cui costo si aggira intorno agli 85 miliardi di dollari. Diverso invece il parere del Dipartimento di Giustizia che si è detto “deluso” per la decisione, il che fa presupporre che quello segnato dalla sentenza di Leon potrebbe non essere il capitolo finale della vicenda: da parte del governo, infatti, c'è anche la possibilità di chiedere la sospensione della sentenza, allungando così ulteriormente i tempi e le incertezze sull'esito della vicenda. Non solo, ma quella fra AT&T e Time Warner rappresenta già un precedente illustre che potrebbe spingere altre grandi aziende ad avviare una serie di fusioni nel settore. Prossimo della lista, infatti, potrebbe essere Comcast che guarda ad alcuni asset della Fox, asset che rientrano però anche nell'interesse della Disney. Intanto AT&T per evitare disguidi, preme sull'acceleratore e conta di chiudere il tutto per la prossima settimana.