Quella che si apre è una settimana ricca di eventi decisivi. A cominciare dallo storico incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il dittatore coreano Kim Jong Un, passando per le riunioni praticamente di tutte le maggiori banche centrali per decidere le nuove strategie di politica monetaria all'interno di un più ampio disegno di exit strategy dai piani di stimolo economico, fino ad arrivare all'incognita rappresentata dall'aumento del consenso e della popolarità registrata dalla destra italiana alle ultime elezioni comunali, consenso che rischia di acuire l'impronta euroscettica della politica nazionale.

Il vertice G7

In molti avevano capito che questo vertice del G7 non sarebbe stato come gli altri ma in pochi si sarebbero aspettati il colpo di scena finale offerto ancora una volta dal presidente Usa Donald Trump, colpo di scena che è arrivato – nemmeno a dirlo – via Twitter. Dopo l'annuncio del premier canadese Justin Trudeau, di un accordo commerciale trovato dopo lunghe maratone no-stop in parallelo al meeting internazionale di Charlevoix, Trump ha preferito invece cambiare idea direttamente mentre era a bordo dell'Air Force One dando mandato ai suoi collaboratori di disconoscere la firma posta sulla dichiarazione congiunta finale. Non solo ma l'inquilino della Casa Bianca ha pensato bene di rincarare la dose accusando il padrone di casa, Trudeau di essere un “debole ed un disonesto” dal momento che n conferenza stampa avrebbe affermato il falso. In altre parole, nessun accordo commerciale e, per giunta, la conferma di nuovi dazi contro l'Europa e in arrivo da Washington sulle auto che “invadono il mercato americano”.