Tim Armour, Chairman e CEO di Capital Group, spiega che in ritardo e non del tutto sgradito: così potremmo descrivere la correzione dello S&P 500 all’inizio di quest’anno. Anche se le flessioni improvvise possono spaventare, hanno sempre fatto parte del mondo degli investimenti. Anzi, aspettavamo da tempo un qualche tipo di correzione e questa frenata non ci preoccupa particolarmente. La performance dei mercati sul lungo periodo è migliore quando sono interessati da correzioni periodiche, in fondo non possono salire sempre. Cambiamenti rapidi e improvvisi possono pesare sugli investitori. Quando i mercati vacillano, alcuni potrebbero essere portati a ridurre le loro esposizioni all’azionario. Tuttavia, i periodi di tumulto e di forti cali di mercato si sono dimostrati spesso essere tra i momenti migliori per investire.

Dal 1949 ci sono stati nove momenti in cui lo S&P 500 è calato del 20% o più. Nonostante la flessione media di questi cicli (-33%) possa essere dolorosa da sopportare, perdere una parte del rendimento medio del successivo ciclo di bull market (+268%) potrebbe essere ancora peggio. Inoltre, dato che le fasi ribassiste hanno una durata relativamente breve - in media 14 mesi, è difficile che cercare di “cronometrare” il mercato si riveli proficuo nel lungo periodo. È importante mantenere un orientamento a lungo termine, cercare di capire cosa farà il mercato oggi o anche la prossima settimana è un compito impossibile e che non crediamo sia utile per creare ricchezza a lungo termine.

Dati economici generalmente solidi continuano a garantire uno scenario positivo per la maggior parte dei mercati del mondo - spiega Tim Armour -. Negli Stati Uniti, la crescita degli utili societari è stabile, la riforma fiscale potrebbe spingere il PIL e la spesa al consumo è relativamente forte. Il PIL cinese ha accelerato per la prima volta in sette anni nel 2017, e le economie degli altri mercati emergenti continuano ad apparire forti. L’economia giapponese è nella sua miglior forma da anni, e l’Europa è in ripresa. Complessivamente, il Fondo monetario internazionale prevede che il PIL globale raggiunga il 3,9% per il 2018. Lo scenario economico è favorevole per gli utili societari, con molte buone opportunità di investimento.