Il rialzo messo a segno ieri dalla piazza azionaria americana è solo un lontano ricordo visto che a poche ore di distanza i futures sui principali indici mostrano un quadro decisamente pesante. Le vendite dominano la scena, con il contratto sull'S&P500 in ribasso dell'1,28%, seguito da quello sul Nasdaq100 che arretra dell'1,61%.

Ad appesantire il sentiment degli investitori contribuiscono i timori legati al possibile scoppio di una guerra commerciale dopo che la Cina ha annunciato tariffe su oltre 100 beni importati dagli Stati Uniti, in risposta ai 60 miliardi di dollari di dazi voluti da Trump.

Passano così in secondo piano anche le indicazioni dal fronte macro che pure hanno superato le attese degli analisti.
Sulla base dei dati forniti dalla stima ADP si è appreso che nel mese di marzo sono stati creati 241mila nuovi posti di lavoro nel settore privato, in frenata rispetto alla lettura precedente rivista al rialzo da 235mila a 246mila unità. L'indicazione odierna si è rivelata migliore delle previsioni degli analisti che si erano preparati ad un calo a 205mila unità.

Il mercato aspetta di conoscere altri aggiornamenti macro e si tratta del dato finale dell'indice PMI servizi per il quale a marzo si stima un rialzo a 54,3 punti dai 54,1 della lettura preliminare, ma in frenata rispetto ai 55,9 punti della versione definitiva di febbraio.
In calendario anche l'indice ISM servizi che a marzo dovrebbe calare da 59,5 a 59 punti, mentre gli ordini alle imprese a febbraio dovrebbero mostrare un rialzo dell'1,2% dopo la flessione dell'1,4% precedente.

Nel pomeriggio sarà diffuso il consueto report settimanale sulle scorte strategiche di petrolio. 
Da segnalare un discorso di Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, ma a prendere la parola sarà anche James Bullard, a capo della Fed di St.Louis.
In serata, due ore prima della chiusura di Wall Street, si guarderà alle minute del FOMC, ossia ai verbali dell'ultima riunione della Fed tenutasi il 20 e il 21 marzo scorsi.