L'ultima seduta della settimana dovrebbe partire nel segno delle vendite per la piazza azionaria americana, stando a quando anticipato dai futures sui principali indici. Il contratto sull'S&P500 mostra un calo dello 0,35%, seguito da quello sul Nasdaq100 che flette dello 0,43%, mantenendo un'intonazione negativa dopo la diffusione dell'unico dato macro di oggi.

A luglio l'indice dei prezzi al consumo ha evidenziato una variazione positiva dello 0,2%, in rialzo rispetto allo 0,1% di giugno e in linea con le stime.
Anche la versione "core", depurata cioè delle componenti più volatili quali alimentari ed energia, è salita dello 0,2%, in linea con la rilevazione di luglio e con le previsioni del mercato.

Intanto a condizionare negativamente il sentiment degli investitori sono i timori legati al crollo della lira turca nei confronti dell'euro e del dollari, complici le tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Turchia.

Sul fronte valutario il dollaro è praticamente invariato rispetto allo yen, mantenendosi appena sopra la soglia di 111, mentre il biglietto verde guadagna posizioni sull'euro che, dopo aver violato l'area di 1,15, ha continuato a scivolare verso il basso, presentandosi ora a ridosso di 1,145, sui minimi da luglio 2017.

Spostando lo sguardo sulle commodities, il petrolio risale la china e si riporta al di sopra dei 67 dollari al barile, mentre è debole l'oro che viaggia a poca distanza dall'area dei 1.212 dollari, in recupero comunque dai minimi della mattinata.