E’ tranquillizzante essere a capo di una società con una capitalizzazione di mercato di quasi 500 miliardi di dollari. Nel caso del finanziere americano Warren Buffett, ad esempio, permette di liquidare con un’alzata di spalle le perdite subite da due società di riassicurazione presenti nella sua holding di investimenti, Berkshire Hataway, dopo gli uragani che hanno colpito la Florida, il Texas e Porto Rico. General Re e BHRG ci hanno rimesso circa 100 miliardi e hanno rischiato di andare a gambe all’aria. Berkshire, invece, ha visto limare il suo bilancio dell’1%.

Il titolo Berkshire Hataway in Borsa

Dati in dollari aggiornati al 18 maggio 2018

Fonte: Morningstar Direct

Ma ci sono anche altri vantaggi. “Avere le dimensioni e la forza finanziaria di Berkshire consente di gettarsi in un investimento appena si vede una buona opportunità e di concludere l’operazione in fretta pagando in contanti”, spiega Karen Wallace, analista di Morningstar. “La società di Buffett durante le fasi più dure del mercato, quando gli altri scappano e in Borsa girano pochi soldi, è in grado di spuntare ottimi prezzi per gli asset che compra. Lo ha fatto anche nel 2008 quando ha sborsato 5 miliardi di dollari per acquistare le azioni privilegiate di Goldman Sachs il giorno dopo il fallimento di Lehman Brothers, quando nessuno voleva toccare le banche”.

Essere a capo di Berkshire, però, vuol dire anche dover lasciare scappare delle buone occasioni. La holding oggi è ancora a caccia di società da mettere in portafoglio. Nell’ultima lettera mandata agli investitori Buffett ha spiegato di voler utilizzare 116 miliardi di cash che ha in cassaforte per acquistare qualche azienda che abbia forti potenzialità di veder crescere gli utili. Ma l’Oracolo di Omaha è stato chiaro: la scelta andrà su gruppi molto grandi. “I giorni in cui Berkshire andava alla ricerca di piccole aziende sono finiti”, continua l’analista. “Con le dimensioni che ha raggiunto la holding, piccole operazioni non avrebbero impatto sui conti”.