Entrato sul mercato da una settimana, il nuovo bond di Alerion Clean Power in euro (Isin IT0005333627 – taglio 1.000, sebbene nominalmente sia 1, dall’ammontare di 150 milioni di euro), un tasso fisso 3,75% con scadenza 29/12/2024, si è subito caratterizzato per non aver mai difeso la quotazione di emissione a 100, il che risulta abbastanza anomalo. Il titolo si sta muovendo in un canale ribassista inevitabilmente di cortissimo periodo, basandosi su cinque sedute operative. Elemento significativo il fatto che tutte le candele siano state di colore rosso, con una sola seduta parzialmente contradditoria, quella di martedì. Il giorno precedente si era addirittura temuta una discesa sotto i 99, sebbene il mercato si sia limitato a un minimo di seduta a 99,32, con chiusura a 99,61. Due fattori sono da valutare ed entrambi negativi: le “shadows” risultano tutte “lower” – cioè inferiori al corpo della candela – a conferma della tendenza ribassista. Inoltre, pur nella relatività del breve periodo di quotazione sul secondario del bond, si è identificata una formazione cosiddetta dei “tre corvi neri”, cioè di tre candele ribassiste di costruzione simile, con ogni candela che ha chiuso più in basso di quella precedente. Il trend quindi è sfavorevole e il fatto che i venditori abbiano sopraffatto gli acquirenti viene confermato da una costanza di scambi giornalieri, con controvalori tali da piazzare l’Alerion ai primi posti dei “movers” di Borsa Italiana.

La “call” del 2022

E’ inesorabile che nella fase di esercizio del rimborso anticipato di un’altra obbligazione dello stesso emittente, la 2022, si determinino veloci arbitraggi effettuati da operatori istituzionali e lo si è chiaramente visto in vari momenti delle sedute, ma – terminata quest’operazione – bisognerà valutare le reazioni della 2024, su cui forse molti si sono posizionati in collocamento nella speranza di un incremento della cedola, dopo la “gaffe” iniziale dell’averne annunciata al buio una “almeno” del 3%.