Baselli: Dallo scorso febbraio stiamo vivendo un ritorno della volatilità nei mercati. Nelle scorse settimane qui in Europa, ad esempio, la crisi politica in Italia e le notizie provenienti dalla Spagna sono stati i principali motori dei mercati. Crede che l’uso sempre più massiccio di ETF, spesso per posizioni tattiche, possa spingere ulteriormente questi movimenti?

Collins: Credo che le grandi oscillazioni di mercato accadono proprio per quello che lei diceva, motivi macroeconomici o politici, questi sono i veri motori del mercato. Gli ETF possono essere lo strumento attraverso il quale gli investitori esprimono la loro posizione sullo sviluppo del mercato. Ma credo che anche senza essi, le persone prenderebbero le stesse posizioni utilizzando altri strumenti, come magari i contratti future.

Baselli: Infine, i robo-advisor iniziano a prendere piede anche in Europa. Nella sua esperienza, dal momento che tali piattaforme sono molto più sviluppate negli Stati Uniti, come questo modo di gestire i portafogli potrebbe cambiare il ruolo dei consulenti finanziari tradizionali e il comportamento degli investitori?

Collins: Questo è in un certo modo collegato alla sua precedente domanda. I robo-advisor, tipicamente, concepiscono un’asset allocation per poi ribilanciare il portafoglio quando necessario. Ad esempio, se il mercato azionario dovesse scendere, invece di vendere, i robo-advisor ribilancerebbero il portafoglio incrementando la porzione azionaria. Questo crea una specie di equilibrio naturale nel mercato. Potrebbe cambiare un po’ il comportamento degli investitori rispetto al passato, in un certo senso potrebbe dare seguito alla filosofia di molti consulenti tradizionali, cioè “segui la tua allocazione e i tuoi obiettivi ignorando i movimenti di breve termine”.